Com. n. 218 - Dedica della dirigente ai maturandi

Carissime ragazze e carissimi ragazzi,
tra qualche giorno affronterete il vostro esame di Stato, dopo che molti di voi, crescendo nelle rinunce e nelle privazioni, hanno già raggiunto la “maturità della vita”.

Sì, perché è stato un periodo che vi ha tolto tanto: lo stare insieme, i primi amori, lo sport, gli amici del cuore, la tanto agognata “Festa del maturando “.

Mille divieti che avete affrontato senza mai lamentarvi: avete dato prova di resilienza, non vi siete scoraggiati, supportati anche dai vostri professori, che con passione e dedizione vi hanno seguito, in parte a distanza e in parte in presenza, infondendo serenità e coraggio, dimostrando ancora una volta che l’amore per lo studio consente di superare qualsiasi barriera.

Dovete sempre avere fiducia in voi stessi, non smettere mai di credere in voi, nelle vostre capacità, nel vostro istinto, nella vostra forza…; quella forza che solo le circostanze estreme tirano fuori.

Volervi bene è la chiave di ogni possibile successo e, quando qualche volta vi sentirete confusi e smarriti, non abbiate paura di ripartire da zero; ciò che avete seminato nelle esperienze precedenti è già scritto in voi e vi sosterrà in ogni nuovo inizio.

Non sono con voi fisicamente, ma la vostra emozione posso sentirla. Perché il giorno della maturità è uno di quelli che si ricordano sulla pelle per tutta la vita...

 Vi auguro di mantenere sempre la capacità e la voglia di sognare: la vita non è sempre come la vorremmo, ma sta a noi piegarla alla misura dei nostri sogni. 

Un grande grande In bocca al lupo a tutti voi.

La vostra  Preside

Vi auguro sogni a non finire,
la voglia furiosa di realizzarne qualcuno,
vi auguro di amare ciò che si deve amare
e di dimenticare ciò che si deve dimenticare.


Vi auguro passioni,
vi auguro silenzi,
vi auguro il canto degli uccelli al risveglio
e risate di bambini.


Vi auguro di resistere all’affondamento, all’indifferenza, 
alle virtù negative della nostra epoca.

Vi auguro soprattutto di essere voi stessi.
Jacques Brel