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Metodologie didattiche innovative


                                                           EVENTO HACKATHON 2020

https://vimeo.com/482273139

Nell’ambito delle iniziative legate alla Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole 2020, l’Istituto di Istruzione Superiore Luigi Einaudi di Roma, ha organizzato la prima maratona di policy-making promosso dal Ministero dell’Istruzione. Il policy hack “Securing the Future”, dedicato agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie superiori di secondo grado è una vera e propria maratona di idee, una competizione a squadre di 48 ore, finalizzata allo sviluppo di idee e proposte innovative volte a favorire l’impiego di nuove risorse economiche verso le principali priorità riguardanti la sicurezza nelle scuole.  Con “Securing the Future” sono state approfondite tre aree di interesse strategico:

  • - Innovazione in Sicurezza (favorire i processi di trasformazione digitale degli spazi e delle attività scolastiche, contribuendo a soddisfare tutte le esigenze legate alla sicurezza);
  • - Sostenibilità in Sicurezza (ridurre in modo diffuso l’impronta ecologica delle attività e delle infrastrutture scolastiche, rendendo più sicuri la produzione e il consumo di risorse);
  • - Cultura in Sicurezza (garantire la salute e la sicurezza negli ambienti scolastici, favorendo la crescente diffusione della cultura della prevenzione).

Le classi che hanno partecipato: 4L, 5L. Siamo lieti di pubblicare i quattro progetti presentati dai nostri Team con la spiegazione di ogni progetto presentata dagli alunni in Tre minuti davanti alla giuria.

PRIMO POSTO - TEAM 4

Il nostro Piano è stato basato su una problematica che il Ministero dell’Istruzione, negli anni in cui ha tentato di risolvere varie problematiche dell’edilizia scolastica italiana di cui l’antisismica e il cablaggio , ha  ignorato. Si tratta dell’isolamento termico nelle scuole. Non esiste alcuna regione in Italia in grado di ritenersi soddisfatta, della propria situazione  su quest’ambito. Il nostro obiettivo con il Piano di Ecoibentazione è quello di rendere ecologico il riscaldamento. Come? Utilizzando sistemi che esistono già in diversi Paesi del mondo , che ci hanno anche  già superato su questo , come la Cina , gli Stati Uniti e soprattutto la Germania che  nell’anno corente ha raggiunto un buon livello di efficientamento energetico. Abbiamo individuato 3 materiali principali quali il sughero , la lana di roccia e la  fibra di legno ,materiali naturali con bassissimo impatto ambientale e con diverse proprietà che li rendono utili all’interno di varie situazioni territoriali e che possono risolvere anche altri fattori di inquinamento esterno come l’inquinamento acustico. Per risolvere questo problema possiamo utilizzare 2 fondi principali. Uno esistente che viene stanziato ogni anno dal Ministero, dal 2016, ovvero il” Conto termico 2.0” che ammonta a 200mln di euro  e un fondo iniziale che ammonta ad 1,5 mld da andare a ricercare all’interno del Recovery Plan , del fondo Kyoto , dei MUTUI BEI , che al momento sono  la fonte principale del finanziamento in Italia per l’edilizia e i fondi del Ministero . Tutti questi fondi serviranno per rendere a norma , già dal prossimo anno , 8400 edifici scolastici e il punto chiave di questo Piano è che si autofinanzia , già da primo anno , le scuole che saranno messe a norma potranno i fondi risparmiati , per investirli e per andare a procedere con l’attuazione dello stesso Piano su altri edifici scolastici . I costi di installazione si coprono in circa 4 anni. Il nostro obiettivo è quello di rendere efficienti  tutti gli edifici scolastici italiani 40.160  entro il 2030. Andando a risolvere  tre punti fondamentali dell’agenda 2030 , quali il 4 -9 -12. Si arriverà quindi ad un risparmio annuale a circa 4,5 mld di euro per l’edilizia scolastica italiana nel campo dell’energia. In più un punto fondamentale è puntare sulla consapevolezza della comunità scolastica , rendere il senso di appartenenza e d’orgoglio  di una scuola  che risparmia su energie di emissioni  e puntare su una competizione nazionale di prestigio , come questa in cui stiamo partecipando oggi  Il nostro obiettivo è CAMBIARE , perché la paura di cambiare è uno spreco di energie

 

 Team 4

TERZO POSTO - TEAM 3

Il P.N.P.S (Piano Nazionale Prevenzione Scuole) è un documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione finalizzato a prevenire i danni causati da terremoti e incendi in 2166 scuole della zona sismica. Gli obiettivi che ci siamo posti sono di mettere in sicurezza l’ambiente scolastico, favorendo la diffusione della cultura della prevenzione. La prima delle cinque soluzioni sono i vetri doppi da sostituire a quelli tradizionali, poiché la loro rottura durante i sismi potrebbe provocare danni economici e fisici. Inoltre con questo cambiamento si risolverà anche il problema dell’inquinamento acustico, poiché lo spessore dei vetri andrà ad attutire i rumori provenienti dall’esterno. Il costo della loro applicazione in tutte le scuole si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Per prevenire i sismi ed i loro danni, tutte le scuole che si trovano in zona sismica 1 o ad alto rischio potranno richiedere un Quakesaver (che serve per evitare il crollo degli infissi delle porte dovuto ai terremoti) e dei sensori sismici (usati già in giappone), che prevedono le forti scosse e spengono i quadri elettrici per evitare incendi. Poi 20,5 milioni di euro andranno per l’installazione di impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) in scuole soggette ad inquinamento atmosferico. Gli impianti inoltre preserveranno dal fumo le uscite di sicurezza durante un incendio.  Abbiamo poi ideato, basandoci sul protocollo dei vigili del fuoco, un kit di prevenzione incendi (posto sotto ai banchi) dotato di un panno e un liquido da posizionare sulle vie aeree per evitare di inalare il fumo tossico durante gli incendi, il quale è la principale causa di morte. I tempi sono di due anni, a partire da settembre 2021 con il contatto delle scuole interessate, all’applicazione dopo un anno delle prime finestre, sensori e kit, fino ad arrivare all'istallazione degli impianti VMC e QuakeSaver nel giugno del 2023.  I costi totali ammontano a 30 milioni di euro su 264 dei fondi Sisma 120 e Piano Antincendio. Per alleggerire le spese incentiveremo un crowdfunding di 100 mila euro per kit e sensori, basato su una campagna social volta a sensibilizzare gli italiani sull’importanza della sicurezza nelle scuole. Infine le scuole applicheranno il modello scuola sicura di Cuba del 2013, che insegna ai propri studenti a ragionare in situazioni di calamità, progettando ad esempio “mappe di rischio” della scuola, svolgendo attività e promuovendo progetti esposti dagli studenti stessi al resto della comunità. L’Italia riprenderà questa iniziativa andando anche ad istituire per ogni scuola un “comitato studentesco di prevenzione”.

 

Team 3

TEAM 1

 
Da un’analisi del contesto internazionale è sorto che: - in alcuni Stati del nord-Europa i progetti che coinvolgono gli studenti nel mondo della prevenzione sono tanti e ben articolati - in altri stati Asiatici, come il Giappone, le scuole sono progettate per permettere un evacuazione totalmente in sicurezza. Da qui sorge la nostra proposta. 
#Cultura in piano. Perchè la cultura deve essere uno strumento inclusivo, accessibile ed orizzontale, come se fosse in piano. #Cultura in piano ha un orizzonte triennale (2021-2023) e mobiliterà risorse per 1,6 miliardi di euro. Il piano si articola in 5 misure chiave:
1. #Cultura in sicurezza: il nostro provvedimento bandiera da 1.1 miliardi di euro per interventi sugli edifici non sicuri.Vogliamo che a riscrivere le regole del gioco sull’edilizia scolastica siano coinvolti anche gli studenti, che insieme ad esperti proporranno progetti e proposte, che ogni scuola potrà finanziare. A questo si aggiunge il finanziamento a carico dello Stato di corsi sulla prevenzione e gestione del rischio che diventano obbligatori per tutti i docenti immessi in ruolo. 
2. #Cultura dell’emergenza sismica: una misura che sensibilizza gli studenti anche grazie alla memoria di emergenze passate
3. #Cultura del primo soccorso: permetterà agli studenti di ottenere le competenze necessarie per effettuare le manovre di primo soccorso in caso di emergenza. 
4. #Cultura in fumo: azioni concrete contro il rischio di incendio nella scuola. Armadietti in acciaio in ogni istituto per conservare qualsiasi cosa possa alimentare le fiamme
5. #Cultura in famiglia: risoluzione dei conflitti nel triangolo famiglia-studenti-docenti attraverso corsi aventi ad oggetto la prevenzione del rischio sociale, di discriminazione nelle scuole, che coinvolga tutti e tre i soggetti. Come potremo diffondere questo piano?
#Cultura in piano diverrà oggetto di una massiccia e massiva campagna social, attraverso i profili del Ministero, oltre che diventare lo sponsor di tutti gli eventi o competizioni organizzate nel prossimo anno. Il piano impatta in maniera importante, con una spesa pari a circa l’1,75% del budget del Ministero dell’Istruzione. Sarebbe una delle prime volte che si investe così tanto in prevenzione.Non abbiamo più tempo e risorse per curare. Investire in prevenzione mette al riparo il futuro. Agiamo, adesso.
 
 
Team 1
 
 
TEAM 2
 
A partire dal 2012 il Ministero dell’Istruzione ha stanziato un fondo per aiutare gli Enti locali a rendere le scuole italiane più sicure dal punto vista strutturale. 
Inizialmente i 150 milioni sono stati utilizzati per risolvere problemi legati alla sicurezza in caso di calamità. Oggigiorno però, il termine ‘sicurezza’  ha assunto un significato molto più ampio: non possiamo più parlare solamente di sicurezza dal punto di vista strutturale, infatti, parlare di scuole sicure, vuol dire anche tenere in considerazione gli aspetti legati all’ambiente.  Vivere in una scuola sostenibile vuol dire vivere in una scuola sicura, questo sia perché, formarsi in un ambiente ideale, che rispetti tutte le norme e che cerchi di migliorare il mondo che lo circonda, aiuta i ragazzi ad apprendere i contenuti necessari alla formazione e ad avere uno stile di vita che trascenda la vita scolastica; sia perché vi è una tutela della salute di chi frequenta gli ambienti scolastici, grazie alla riduzione delle emissioni di CO2. Analizzando i dati ci siamo resi conto che il 43,2% delle scuole totali in Italia non ha attuato alcun provvedimento in un’ottica di riduzione del consumo energetico. Questo è sicuramente un dato che non può essere trascurato anche alla luce delle indicazioni provenienti dall’Agenda 2030: costruire e adeguare le strutture scolastiche in modo che siano adatte e che forniscano ambienti di apprendimento inclusivi ed efficaci per tutti.
Problemi: 
1. scarso utilizzo di accorgimenti per ridurre i consumi energetici → scarso utilizzo di energie rinnovabili;
2. dispersione del calore → 1. problemi a livello di salute; 2. non garantisce agli studenti la concentrazione necessaria all’apprendimento;
3. inquinamento acustico → 1. problemi a livello di salute (e di gestione dello stress); 2. non garantisce agli studenti la concentrazione necessaria all’apprendimento.
 
Obiettivo generale: 
realizzazione di una scuola più sicura, sia per quanto riguarda la salute delle persone che la frequentano (studenti, professori, personale) e le esigenze dell’apprendimento degli studenti, sia per quanto riguarda la gestione delle risorse e di conseguenza anche l’economia. 
 
Soluzioni:
1. per le 17.363 scuole che non hanno ancora adottato accorgimenti per ridurre i consumi energetici: pompe di calore geotermiche orizzontali.
 
-Perché utilizzare l’energia geotermica: 
a. è disponibile tutto l’anno e del tutto indipendente dall’alternanza del giorno e della notte, e  dalla situazione meteorologica del sito.
 
b. Le centrali geotermiche non sono dannose per l’ambiente, anzi, sono considerate non inquinanti: è del tutto sostenibile in quanto, non essendoci alcuna combustione nel processo, essa non produce neppure CO2 o altre forme di polveri sottili.
 
c. possibile riciclaggio degli scarti di produzione, che favoriscono il risparmio.
 
d. l’energia ricavata dagli impianti geotermici può essere utilizzata sia per regolare la temperatura delle aule, sia per alimentare i dispositivi elettronici di cui la scuola dispone e gli altri apparecchi che richiedono energia elettrica (es. luci).
 
-Su quali territori si può installare un impianto geotermico: va bene in quasi tutti i territori.
L’unico limite è rappresentato dai terreni sabbiosi.
La pianura rappresenta un terreno molto adatto: con le falde e con l'acqua quasi in superficie. 
 
Costi singoli
1. impianto + lavori per una scuola di 720 mq: 203.000 euro.  
 
Costo totale per l’introduzione di impianti geotermici in 17.363 scuole: 3.524.689.000 euro.
 
Tempistiche totali: 8 anni.
 
Tempistiche singole
1. Smontare/ disinstallare i vecchi impianti
2. Lavori per introdurre i nuovi impianti
 
2. Coibentazione → per non perdere gli effetti dell’energia geotermica. 
-materiale: lana di pecora (trattata) → isolante più eco-sostenibile rispetto ad altri materiali.
(Non c’è il problema delle infiltrazioni perché è idrorepellente).
-benefici: mantenimento della temperatura ideale all’interno dell’edificio (no dispersioni) e riduzione dell’inquinamento acustico → conseguente riduzione dell’emissione di Co2.
Costi singoli
Costo della lana trattata: 10 euro per metro quadrato. 
Costo dell’introduzione all’interno del muro:
10 + 50-60 (lavorazione)= 60-75 euro per metro quadro.
h scuola standard: 15m.
lunghezza: 20-24m. 
profondità: 20-24m. 
facciate: 300 mq per 4= 1200 mq. 
1200 mq per (lana + lavorazione)  = 72.000 euro per coibentazione delle pareti di una scuola.
72.000 per 35.131= 2.529.432.000 euro.
Costo totale: 2.529.432 euro.
Tempistiche: 2025, 5 anni. 
Integrazione → Partecipazione
Proporre degli hackathon interni alla scuola.
Ogni scuola conosce le proprie esigenze e non sempre le misure del Ministero riescono a toccare alcune specifiche criticità dei singoli edifici. 
Proprio per questo, proponendo degli hackathon interni alla scuola, si potrebbero risolvere tutto un insieme di problemi specifici dei singoli edifici, che altrimenti verrebbero trascurati. 
 
 
team 2
 

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